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Taglio parlamentari, i toni sono sbagliati ora serve garantire rappresentanza

 

Era prevista nell’accordo di maggioranza del nuovo governo l’approvazione del provvedimento di taglio dei parlamentari: la condizione essenziale del nuovo governo era l’approvazione di questa misura. Io ho sempre pensato che il punto centrale che riguarda la qualità della democrazia non stia tanto nel numero dei parlamentari quanto negli argomenti che si usano quando si discute di questo.

Voglio essere chiaro: gli argomenti che hanno accompagnato questa riforma in questi mesi sono sbagliati. Questi argomenti, dobbiamo ricordarlo, non nascono oggi, non nascono con questa riforma, non nascono con il M5S. Per anni è stato diffuso un veleno contro la politica e contro la sua funzione. Un veleno che naturalmente è stato agevolato anche dal modo con cui tanta parte della politica di questo Paese ha svilito la propria funzione.

Detto ciò, ora si tratta di affrontare con decisione la questione dei contrappesi: si riducono i parlamentari, bisogna garantire la rappresentanza. Una questione decisiva con cui non si può scherzare serve ora una legge elettorale proporzionale.

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Il parlamentare Stefano Fassina ferito durante una protesta. Un atto inaccettabile

Quello che è accaduto ieri a Roma è inaccettabile, il Governo deve riferire in aula. Bene che il ministro Lamorgese abbia detto di voler accertare le responsabilità, ma non è sufficiente. Dalla questura di Roma sono arrivate solo parole di circostanza, non ci accontentiamo. L’intervento di ieri sera è stato spropositato e del tutto inaccettabile. Chi ha gestito la catena di comando, chi ha dato l’ordine? Chiediamo che il Parlamento nella sua interezza dica una parola chiara.

L’ho detto in aula alla Camera riferendomi agli episodi accaduti ieri nella capitale, nella sede di Roma Metropolitane, quando un gruppo di poliziotti – per scortare alcuni rappresentanti del Campidoglio – ha forzato il blocco dei lavoratori a rischio licenziamento, che protestavano fuori dalla sede. Con loro anche il deputato di Leu Stefano Fassina, rimasto ferito nel corso dell’azione. Il mio intervento in aula sul fatto.

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Fridays for Future. Una straordinaria onda d’urto di energia pulita

Una straordinaria onda d’urto di energia pulita. Una straordinaria onda d’urto di energia pulita per il futuro di questo Pianeta, capace di accendere una nuova consapevolezza. Questi ragazzi e queste ragazze non si accontentano giustamente di uno slogan. Aspettano dalla politica e dalle Istituzioni risposte chiare, concrete, ora.

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Voteremo la fiducia ma non è una cambiale in bianco. Governo opportunità per fase nuova nel Paese

Un governo di discontinuità

Ho fatto un augurio al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.Che il suo nuovo governo sia di discontinuità.Disconitinuità rispetto alla storia degli ultimi anni, in cui la modernità è stata intesa come riduzione dei diritti, come clava sui più deboli, sui lavoratori, sui precari e sui più giovani. C'è un'enorme questione generazionale da affrontare e su cui chiediamo un impegno urgente e concreto, per dire basta alla stagione dell'emigrazione dei nostri giovani.E poi discontinuità con le pratiche di odio e di violenza, messe in campo non solo con atti di governo, ma anche con le parole. Le parole di odio hanno generato un clima per cui un signore ha potuto prendere a calci un bimbo di 3 anni a Cosenza, solo perché il bimbo ha il colore di pelle diverso dal suo.Ecco, questo è l'augurio, che si chiuda definitivamente una stagione e se ne apra subito un'altra, che parli di futuro a tutto il Paese.

Posted by Nicola Fratoianni on Monday, 9 September 2019

 

Questo governo opportunità per fase nuova nel Paese. Innanzitutto cura delle parole che hanno prodotto in questi mesi rovesciamento di senso nei valori. E poi atti concreti: i decreti sicurezza vanno cancellati, allargare diritti del lavoro, nuova legge elettorale proporzionale.

 

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Intecs de L’Aquila, una storia semplice quanto assurda

Nel 2017 la ex Intecs de L’Aquila licenzia tutti per presunta “infungibilità del sito”.
Il tribunale da torto all’azienda e annulla il licenziamento collettivo ma ormai il sito è chiuso e i lavoratori sono senza stipendio, ma anche senza NASPI né indennità di nessun tipo.
E oltre il danno, la beffa. I lavoratori hanno crediti nei confronti dell’azienda che non paga, e oltre 10.000 euro di debiti a testa nei confronti dell’INPS. Inoltre stanno restituendo le tasse sospese dal 2009 per il terremoto.
Mentre la ex INTECS, che ha debiti verso lo Stato, può accedere alle svariate forme di condono messe a disposizione dal governo Salvini – Di Maio. La radice delle ingiustizie in questo paese sta tutta qui.
Sono invisibili questi lavoratori. Non ne parla nessuno e il Ministero dello Sviluppo Economico non risponde alle loro lettere e richieste di aiuto.
Licenziati, gabbati, terremotati e presi in giro.

Ho depositato una interrogazione al Ministero, vediamo se si svegliano…