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Voteremo la fiducia ma non è una cambiale in bianco. Governo opportunità per fase nuova nel Paese

Un governo di discontinuità

Ho fatto un augurio al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.Che il suo nuovo governo sia di discontinuità.Disconitinuità rispetto alla storia degli ultimi anni, in cui la modernità è stata intesa come riduzione dei diritti, come clava sui più deboli, sui lavoratori, sui precari e sui più giovani. C'è un'enorme questione generazionale da affrontare e su cui chiediamo un impegno urgente e concreto, per dire basta alla stagione dell'emigrazione dei nostri giovani.E poi discontinuità con le pratiche di odio e di violenza, messe in campo non solo con atti di governo, ma anche con le parole. Le parole di odio hanno generato un clima per cui un signore ha potuto prendere a calci un bimbo di 3 anni a Cosenza, solo perché il bimbo ha il colore di pelle diverso dal suo.Ecco, questo è l'augurio, che si chiuda definitivamente una stagione e se ne apra subito un'altra, che parli di futuro a tutto il Paese.

Posted by Nicola Fratoianni on Monday, 9 September 2019

 

Questo governo opportunità per fase nuova nel Paese. Innanzitutto cura delle parole che hanno prodotto in questi mesi rovesciamento di senso nei valori. E poi atti concreti: i decreti sicurezza vanno cancellati, allargare diritti del lavoro, nuova legge elettorale proporzionale.

 

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Intecs de L’Aquila, una storia semplice quanto assurda

Nel 2017 la ex Intecs de L’Aquila licenzia tutti per presunta “infungibilità del sito”.
Il tribunale da torto all’azienda e annulla il licenziamento collettivo ma ormai il sito è chiuso e i lavoratori sono senza stipendio, ma anche senza NASPI né indennità di nessun tipo.
E oltre il danno, la beffa. I lavoratori hanno crediti nei confronti dell’azienda che non paga, e oltre 10.000 euro di debiti a testa nei confronti dell’INPS. Inoltre stanno restituendo le tasse sospese dal 2009 per il terremoto.
Mentre la ex INTECS, che ha debiti verso lo Stato, può accedere alle svariate forme di condono messe a disposizione dal governo Salvini – Di Maio. La radice delle ingiustizie in questo paese sta tutta qui.
Sono invisibili questi lavoratori. Non ne parla nessuno e il Ministero dello Sviluppo Economico non risponde alle loro lettere e richieste di aiuto.
Licenziati, gabbati, terremotati e presi in giro.

Ho depositato una interrogazione al Ministero, vediamo se si svegliano…

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Mi dimetto da segretario di SI. Serve discussione e riflessione seria ed ampia. Ma non è il tempo di tornare a casa o di lasciare l’impegno

Ho rassegnato le dimissioni da segretario nazionale di Sinistra Italiana.  La campagna elettorale delle elezioni europee de La Sinistra ha prodotto un contributo di idee interessante e profondo. Ha avuto il merito di porre con forza alcuni temi su scala europea: la ridistribuzione della ricchezza, la lotta per l’uguaglianza, i diritti.  Dalla campagna elettorale è emersa anche con forza, dal basso, a volte il dispiacere, a volte il fastidio per la frammentazione delle proposte di Sinistra. E questo è un tema vero. Entro la pausa estiva verrà convocata l’assemblea nazionale del partito per avviare la fase congressuale. A Claudio Grassi, presidente di SI, il compito di istruire questo percorso.

È una frammentazione a volte davvero inspiegabile e prima delle elezioni europee abbiamo provato con ogni sforzo ad aggregare una proposta unitaria che si riconoscesse nella cultura della sinistra ed ecologista europea.  Rimane lì il tema, sul campo.  E io voglio continuare a dare sul campo il mio contributo per la riunificazione delle proposte, che abbiano connotati di chiarezza, radicalità e credibilità. E il mio primo contributo è rassegnare le dimissioni da segretario del partito. Spero che sia utile a stimolare una riflessione collettiva, seria, senza sconti, che non pensi di trovare scorciatoie di nessun tipo.

Non è tempo di tornare a casa. Non è tempo di lasciare l’impegno. Non è tempo di rinchiudersi.  Io ci sono, con determinazione e forza.  Nei dibattiti, nelle lotte, nei presidi. Nulla è immutabile. Bisogna avere spirito, costanza e determinazione. Qualità che ho trovato nei compagni e nelle compagne che in questi mesi hanno lavorato e ci hanno aiutato. Andiamo avanti.

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La decisione del Mibac su revoca concessione Certosa di Trisulti a Bannon è vittoria della legalità

L’avvio dell’iter di revoca della concessione dell’abbazia di Trisulti alla fondazione di Steve Bannon è una bellissima notizia.
È una vittoria della legalità, del buonsenso e delle popolazioni di quel territorio che si erano viste scippate un bene comune di cosi inestimabile importanza e bellezza.

Ed è una vittoria di quei comitati locali che non si sono arresi e hanno lottato per un anno e mezzo. Noi che siamo stati fra i primi ad averli sostenuti, siamo fieri ed orgogliosi di questa battaglia.
Rimane solo l’amarezza per il fatto che se anche altri ci avessero creduto prima, non si sarebbe perso così tanto tempo e l’Abbazia non si troverebbe nelle condizioni precarie in cui oggi si trova.
Ora l’urgenza è salvare questo patrimonio inestimabile, recuperare il tempo perduto e rendere a quelle popolazioni e a quel territorio la Certosa di Trisulti.