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Dall’Albania e da Edi Rama lezione all’Europa

Dall'Albania e da Edi Rama lezione all'Europa.

"E' vero che tutti sono rinchiusi nelle loro frontiere e anche paesi ricchissimi hanno girato la schiena agli altri, ma forse esattamente perché noi non siamo ricchi, ma nemmeno privi di memoria, non ci possiamo permettere di non dimostrare all'Italia che gli albanesi e l'Albania non abbandonano mai l'amico in difficoltà."Le parole del premier albanese Edi Rama sono un vero e proprio schiaffo morale alle retoriche nazionaliste di questi anni e a tutti quelli che ancora oggi in Europa si ostinano a rinchiudersi e a non voler disegnare uno scenario nuovo, di solidarietà fra i popoli. Grazie Edi Rama, grazie Albania. Ecco il mio intervento di stamattina ad Agorà su Rai3.

Posted by Nicola Fratoianni on Monday, 30 March 2020

 

E’ vero che tutti sono rinchiusi nelle loro frontiere e anche paesi ricchissimi hanno girato la schiena agli altri, ma forse esattamente perché noi non siamo ricchi, ma nemmeno privi di memoria, non ci possiamo permettere di non dimostrare all’Italia che gli albanesi e l’Albania non abbandonano mai l’amico in difficoltà.
Le parole del premier albanese Edi Rama sono un vero e proprio schiaffo morale alle retoriche nazionaliste di questi anni e a tutti quelli che ancora oggi in Europa si ostinano a rinchiudersi e a non voler disegnare uno scenario nuovo, di solidarietà fra i popoli.
Grazie Edi Rama, grazie Albania.
Ecco il mio intervento di stamattina ad Agorà su Rai3.

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Coronavirus, servono misure straordinarie per sostenere il reddito delle persone

Insisto, servono misure straordinarie per sostenere il reddito delle persone.Basta fiscal compact, basta patto di stabilità.Servono ulteriori risorse per garantire reddito è una vita dignitosa anche a coloro che sono rimasti fuori dal decreto Cura Italia.

Posted by Nicola Fratoianni on Wednesday, 18 March 2020

Insisto, servono misure straordinarie per sostenere il reddito delle persone.
Basta fiscal compact, basta patto di stabilità.
Servono ulteriori risorse per garantire reddito è una vita dignitosa anche a coloro che sono rimasti fuori dal decreto Cura Italia.

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Fascismo e Nazismo non sono opinioni

Oggi ho intervistato Nicola Fratoianni sul caso del docente universitario seguace di Adolf Hitler, uno dei numerosi casi di queste ultime settimane. Ecco cosa ha dichiarato ai microfoni di Radio Radicale l'esponente politico di Sinistra Italiana La Sinistra

Posted by Lanfranco Palazzolo on Tuesday, 3 December 2019

Una mia intervista a Radio Radicale sul docente di Pisa che inneggia ad Adolf Hitler

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A Sesto Fiorentino hanno sgomberato il campo Rom. Senza ruspe e rispettando i diritti. Grazie Lorenzo

Da oggi Sesto Fiorentino non ha più un campo rom

Una giornata storica: da oggi, dopo 35 anni, Sesto Fiorentino non ha più un campo rom.Non ruspe o demagogia, ma intelligenza e umanità.Un altro importante impegno preso con la città mantenuto ✅

Posted by Lorenzo Falchi on Tuesday, 12 November 2019

In molti lo conoscete, quello in video è il nostro Lorenzo Falchi, il Sindaco di Sesto Fiorentino.
Dopo 35 anni è riuscito a chiudere il campo rom di Sesto ieri, senza clamori, senza ruspe, senza chiacchiere, ma con un lavoro di inclusione e accoglienza silenzioso, con l’individuazione di soluzioni abitative per 75 persone, che ha avuto effetto.
Loro ruspe e violenza, noi intelligenza e umanità.
Grazie Lorenzo

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Il no del sindaco di Piombino alla cittadinanza onoraria alla senatrice Segre

Che in una città come Piombino, medaglia d’oro al Valor Militare per una delle prime battaglie della Resistenza contro i nazisti, il sindaco di FdI si metta ad urlare, come ha fatto ieri, che la proposta della cittadinanza onoraria a Liliana Segre è una provocazione, dà l’idea di come siamo messi in questo Paese.
Parole banali ma al contempo terribili, che evidentemente nascondono semplicemente la nostalgia mai dimenticata per il Ventennio.
Una ragione in più per sostenere la proposta dell’opposizione di sinistra in quella città contro chi vuole offuscare la Memoria del nostro passato.
A questo punto però forse sarebbe opportuno e giusto che invece di Fratelli d’Italia si chiamassero Fascisti d’Italia.
Ps: gentile sindaco, Liliana Segre è senatrice a vita, non deputata come lei l’ha definita.
Studiare la storia recente e passata fa sempre bene a qualunque età…

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Balotelli, razzismo e Ilva. Ci prova sempre Salvini

Ci prova sempre Salvini. E forse quasi sempre ci riesce, visti i sondaggi. Prova a distogliere l’attenzione dalle cose vere e le mescola con le bugie, le credenze.
L’ultima frase, potente, è “vale 10 volte di più un operaio dell’ILVA che Balotelli”.
Che tradotto significa “è inutile perdere tempo a parlare di un calciatore miliardario bambino viziato e del razzismo, quando c’è il dramma degli operai dell’ILVA in corso che rischiano il lavoro”.

Grande idea! In un colpo solo Salvini liscia il pelo al razzista, lo protegge e contemporaneamente accarezza l’immaginario della sinistra, facendo credere che lui si occupa e preoccupa del lavoro e degli operai.
C’è però un punto che va analizzato: rispetto agli episodi di razzismo che stanno accadendo, non è di Balotelli che si parla, ma del Paese. Non è di Balotelli calciatore che si discute, ma di Balotelli con la pelle nera, nato in Italia e discriminato. Potremmo parlare di Liliana Segre, finita sotto scorta.
Potremmo parlare del bambino di 10 anni che durante la partita Desio – Sovicese, appena tre giorni fa, si è sentito urlare “negro di merda” dalla mamma di un bimbo che giocava nella squadra avversaria.
Oppure dei cori discriminatori della curva della Roma nei confronti dei napoletani, o dei veronesi contro i leccesi qualche settimana fa. I temi sono sempre i soliti, se non sei negro sei terrone e il Vesuvio deve eruttare per ingoiarsi tutta Napoli.
Ecco, quanto vale un bambino di 10 anni? Quanto valgono il suo orgoglio, la sua serenità?

Non è di Balotelli che si parla, quindi, ma del veleno che sta corrodendo le vene di questo paese impaurito.
Non ci casco, Salvini. A te degli operai non frega nulla, visto per altro che l’unica tua proposta è dare carta bianca al padrone Arcelor Mittal, che vuole mandare a casa 5.000 operai.

Non ci casco, considerando come da ministro hai impedito ai lavoratori della Lukoil di Siracusa di protestare, perché la proprietà dell’azienda è dei russi….
Non ci casco. Continueremo a batterci e a raccontare verità.

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Parole chiare: quello di Arcelor Mittal è un ricatto

 

Noi abbiamo sempre ritenuto un errore lo scudo penale e alla proprietà dell’azienda era chiaro sin dai primi di settembre che si sarebbe proceduto a eliminare una clausola dell’accordo, siglato dai governi precedenti, che garantiva ad Arcelor un privilegio, sulla pelle di lavoratori e cittadini di Taranto.
Perché hanno deciso di rescindere ora il contratto, e soprattutto, quali condizioni ulteriori e peggiorative chiedono al governo per proseguire con la produzione?
Lo scopriremo presto, ma mi pare evidente che ancora una volta si provi a prendere per il collo le istituzioni e la politica, per piegarle agli interessi privati.
A questo punto, se è vero che l’acciaio è un asset fondamentale per la strategia produttiva del Paese, e se è vero che la città di Taranto e i lavoratori dell’Ilva meritano di vivere in condizioni di tutela rispetto agli effetti della produzione, è giunto il momento che sia lo Stato a farsi carico della vicenda, con decisione e tempestività.
Si assuma il controllo della fabbrica e si faccia ciò che chiediamo, inascoltati, dal 2012: una valutazione dell’impatto e del rischio sanitario, per verificare quali siano le migliori tecnologie esistenti e quali siano i livelli di produzione compatibili con il diritto alla salute della città.
Nessun privato avrà come obiettivo la salute pubblica, visto che è già dimostrato che si tende a massimizzare i profitti, in barba a tutto il resto.
Tocca allo Stato decidere, se smettere con la produzione di acciaio, o nazionalizzare la produzione e fare tutto ciò che occorre per il rispetto della città.
Ps: Salvini che fa il sovranista e sta già con il cappello in mano davanti ad una multinazionale, per fargli fare quello che vuole sulla pelle di operai e cittadini è ridicolo, oltre che dannoso.