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Emergenza casa, 1 miliardo di euro nelle casse di Cassa Depositi e Prestiti

Grazie a una nostra interrogazione abbiamo scoperto che c’è 1 miliardo di euro nelle casse di Cassa Depositi e Prestiti, disponibile da molti anni per l’edilizia popolare e mai utilizzati, per contenziosi e litigi fra Regioni e Comuni.
Un patrimonio derivante da fondi ex Gescal, composto dai contributi di centinaia di lavoratori del programma Ina-Casa.

È assurdo nel Paese con oltre 50.000 sfratti all’anno e con 650.000 famiglie in graduatoria per un alloggio popolare. Poi accadono guerre fra poveri, occupazioni e sgomberi forzati, quando basterebbe utilizzare le risorse che ci sono per rimettere a posto il patrimonio edilizio esistente e dare risposte immediate a chi aspetta un tetto da troppi, troppi anni.

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Sulla lotta all’evasione fiscale sto con Conte

Sulla lotta all’evasione sto con il presidente Conte. In tutta onestà non capisco come si possa considerare secondario o non urgente un tema che ha a che fare con il futuro del nostro Paese, con la sostenibilità economica e con la tenuta sociale.

Le forze politiche continuano a balbettare in maniera incomprensibile, oppure si attestano in difesa della libera circolazione del contante, come se utilizzare 3mila euro in contanti sia un insopprimibile diritto di libertà.

Ma ci rendiamo conto che viviamo nel Paese dei 190 miliardi di euro di evasione l’anno e di un condono ogni tre anni? Basta, non se ne può più. E non ne possono più i cittadini onesti di contribuire al funzionamento dei servizi anche per coloro che si sottraggono dal compito e fanno scappare via i soldi.

Non ne possono più gli operai di sapere dall’Istat che un gioielliere o il loro datore di lavoro o un professionista affermato, dichiarano allo Stato meno di loro, ogni anno.

Le argomentazioni che Pd, M5S e Italia Viva stanno usando per bloccare una lotta fondamentale sono francamente incomprensibili e speciose. E francamente non comprendo come il M5S possa da un lato chiedere il carcere per i grandi evasori (giustamente, aggiungo, visto che una evasione è un furto) e dall’altro opporsi all’abbassamento da 3.000 a 1.000 dei pagamenti in contanti.

Per altro si fa confusione rispetto ai pagamenti elettronici e alle commissioni bancarie. Vanno rimesse a posto un po’ di questioni, perché altrimenti si fa ‘ammuina’ e non ci si capisce più nulla.

Il pagamento elettronico deve diventare la norma in un Paese che guarda al futuro, così come accade ormai da tempo in molti altri Paesi europei. Certo è che vanno eliminate le commissioni bancarie per ogni pagamento, altrimenti è evidente che ci guadagnano le banche da un provvedimento simile. Visto che su questo siamo tutti d’accordo, mi chiedo, a questo punto: cosa si aspetta a convocare i vertici dell’ABI per risolvere una volta per tutte questa storia?

E però, la vicenda del pagamento elettronico non ha nulla a che fare con l’abbassamento della soglia del contante utilizzabile per i pagamenti. Insomma, smettiamola di prenderci in giro e di prendere in giro gli italiani: chi è che ha la necessità di pagare un acquisto importante, come è un acquisto da oltre 1.000 euro, solo con il contante? Per oltre il 90% degli italiani gli acquisti oltre i 1.000 euro avvengono pochissime volte in un anno, sulla base del reddito disponibile. Di che parliamo?

E’ evidente che dietro questa storia della libertà di utilizzo del contante per acquisti importanti si nasconde, quindi, un messaggio subdolo ma chiaro, che l’irresponsabilità di certa politica ha sempre lanciato al Paese, per allisciarne il pelo e solleticare i peggiori istinti: ovvero, fate quello che vi pare, contribuire al buon andamento dello Stato è sbagliato e fa anche un po’ “sfigato” pagare correttamente tutto ciò che c’è da pagare.

E’ questo messaggio che bisogna cambiare, subito. E’ l’impianto culturale che ha portato l’evasione a 190 miliardi l’anno che va cambiato alla radice. Bisogna avere il coraggio di dire che le tasse sono un investimento pubblico sul futuro, sapendo che se tutti pagassero ciò che devono sarebbe davvero possibile abbassarle. Perché senza la contribuzione generale non avremo più ospedali pubblici, ambulanze, scuole.

O un governo che invoca la discontinuità trova questo coraggio e imposta una vera e propria rivoluzione culturale, oppure non riuscirà a trasformare la società, nel senso dell’equità e della giustizia sociale. Che poi è ciò che davvero manca in questo Paese.

Coraggio, quindi, presidente Conte. Proviamo a fare questa rivoluzione.

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Migranti, trafficante libico al tavolo del governo. Chiediamo chiarezza

Ho scritto insieme al collega Matteo Orfini una lettera al Presidente del Copasir, Raffaele Volpi, per chiedere di fare chiarezza sui rapporti tra i servizi segreti italiani e il trafficante di essere umani Bija in seguito a diverse inchieste giornalistiche.

La lettera indirizzata a Volpi si basa in primo luogo su un’inchiesta realizzata da Nello Scavo e pubblicata sul quotidiano Avvenire lo scorso 4 ottobre, in cui si ricostruisce attraverso delle foto un incontro avvenuto nel maggio 2017 al Cara di Mineo. Nelle immagini si vedono dei funzionari italiani insieme a una delegazione del governo libico riconosciuto dalla comunità internazionale. Obiettivo della riunione sarebbe stato lo studio di un modello di gestione dell’accoglienza da replicare in Libia. Fra i delegati di Tripoli si vede anche Abd Al-Rahman al Milad, un individuo conosciuto anche come al-Bija.

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Grazie, dott. Gasbarrini, per quello che fa e per quello che dice

Lui è il Dott. Alessandro Gasbarrini, chirurgo che per primo al mondo ha effettuato un trapianto di vertebre, all’Ospedale Rizzoli di Bologna, dopo 12 ore di intervento.
Oggi il Dott. Gasbarrini rilascia una intervista a Repubblica in cui dice molto chiaramente che la sanità pubblica è l’unico luogo in cui è possibile fare ricerca e innovare. Un intervento come quello che ha fatto lui non l’avrebbero fatto in un ospedale privato, perché costa troppo. Ha rinunciato a guadagnare molto, molto di più in una qualunque struttura privata, per poter continuare ad avere la libertà di ricerca e di cura, stando nel sistema pubblico.
Gasbarrini ha ragione. Il nostro compito è continuare a lottare per difendere e migliorare con ogni mezzo il sistema sanitario nazionale italiano, che è uno dei migliori al mondo. Magari si potrebbe pensare di gratificare meglio le tante eccellenze che lavorano nei nostri ospedali e che vivono la professione come una missione.

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Lavoratori meritano riconoscimento, il Governo ci sta lavorando

Stamattina sono stato con le lavoratrici degli appalti nelle scuole.

Dopo anni di precariato e scarsi diritti chiedono, come è sacrosanto, che venga riconosciuto il loro lavoro e la possibilità di rientrare nella internalizzazione prevista dalle leggi.

Lo scorso governo non ha previsto sufficienti spazi per tutti i 16.000 lavoratori. Noi proveremo a correggere gli errori precedenti. Non ci fermiamo.

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Taglio parlamentari, i toni sono sbagliati ora serve garantire rappresentanza

 

Era prevista nell’accordo di maggioranza del nuovo governo l’approvazione del provvedimento di taglio dei parlamentari: la condizione essenziale del nuovo governo era l’approvazione di questa misura. Io ho sempre pensato che il punto centrale che riguarda la qualità della democrazia non stia tanto nel numero dei parlamentari quanto negli argomenti che si usano quando si discute di questo.

Voglio essere chiaro: gli argomenti che hanno accompagnato questa riforma in questi mesi sono sbagliati. Questi argomenti, dobbiamo ricordarlo, non nascono oggi, non nascono con questa riforma, non nascono con il M5S. Per anni è stato diffuso un veleno contro la politica e contro la sua funzione. Un veleno che naturalmente è stato agevolato anche dal modo con cui tanta parte della politica di questo Paese ha svilito la propria funzione.

Detto ciò, ora si tratta di affrontare con decisione la questione dei contrappesi: si riducono i parlamentari, bisogna garantire la rappresentanza. Una questione decisiva con cui non si può scherzare serve ora una legge elettorale proporzionale.

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Il parlamentare Stefano Fassina ferito durante una protesta. Un atto inaccettabile

Quello che è accaduto ieri a Roma è inaccettabile, il Governo deve riferire in aula. Bene che il ministro Lamorgese abbia detto di voler accertare le responsabilità, ma non è sufficiente. Dalla questura di Roma sono arrivate solo parole di circostanza, non ci accontentiamo. L’intervento di ieri sera è stato spropositato e del tutto inaccettabile. Chi ha gestito la catena di comando, chi ha dato l’ordine? Chiediamo che il Parlamento nella sua interezza dica una parola chiara.

L’ho detto in aula alla Camera riferendomi agli episodi accaduti ieri nella capitale, nella sede di Roma Metropolitane, quando un gruppo di poliziotti – per scortare alcuni rappresentanti del Campidoglio – ha forzato il blocco dei lavoratori a rischio licenziamento, che protestavano fuori dalla sede. Con loro anche il deputato di Leu Stefano Fassina, rimasto ferito nel corso dell’azione. Il mio intervento in aula sul fatto.

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Fridays for Future. Una straordinaria onda d’urto di energia pulita

Una straordinaria onda d’urto di energia pulita. Una straordinaria onda d’urto di energia pulita per il futuro di questo Pianeta, capace di accendere una nuova consapevolezza. Questi ragazzi e queste ragazze non si accontentano giustamente di uno slogan. Aspettano dalla politica e dalle Istituzioni risposte chiare, concrete, ora.

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Voteremo la fiducia ma non è una cambiale in bianco. Governo opportunità per fase nuova nel Paese

Un governo di discontinuità

Ho fatto un augurio al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.Che il suo nuovo governo sia di discontinuità.Disconitinuità rispetto alla storia degli ultimi anni, in cui la modernità è stata intesa come riduzione dei diritti, come clava sui più deboli, sui lavoratori, sui precari e sui più giovani. C'è un'enorme questione generazionale da affrontare e su cui chiediamo un impegno urgente e concreto, per dire basta alla stagione dell'emigrazione dei nostri giovani.E poi discontinuità con le pratiche di odio e di violenza, messe in campo non solo con atti di governo, ma anche con le parole. Le parole di odio hanno generato un clima per cui un signore ha potuto prendere a calci un bimbo di 3 anni a Cosenza, solo perché il bimbo ha il colore di pelle diverso dal suo.Ecco, questo è l'augurio, che si chiuda definitivamente una stagione e se ne apra subito un'altra, che parli di futuro a tutto il Paese.

Posted by Nicola Fratoianni on Monday, 9 September 2019

 

Questo governo opportunità per fase nuova nel Paese. Innanzitutto cura delle parole che hanno prodotto in questi mesi rovesciamento di senso nei valori. E poi atti concreti: i decreti sicurezza vanno cancellati, allargare diritti del lavoro, nuova legge elettorale proporzionale.