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C’è ancora bisogno dell’esempio di Peppino Impastato, oggi più che mai

Oggi che le mafie hanno messo il doppiopetto e la cravatta.
Oggi che ritornano a prendere il controllo di interi quartieri delle città.
Oggi che le mafie si nascondono nelle grandi gare d’appalto, indirizzano le grandi opere utili solo a gonfiare le loro tasche e quelle di boiardi e politici consenzienti.
Oggi che come ieri l’Italia è soffocata dalla corruzione, il coraggio di Peppino serve ancora.

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I casi di bullismo in una scuola abbandonata a se stessa

Sempre più spesso i casi di bullismo nelle scuole irrompono nella cronaca quotidiana. La vicenda più eclatante è di qualche settimana fa, a Lucca, con l’insegnante bistrattato e minacciato, ma quasi ogni giorno i media riportano casi di angherie, minacce, botte a danni di altri alunni, o ai danni degli insegnanti da parte dei genitori di alcuni alunni.

Vicende che spesso rimbalzano sui media tradizionali dopo aver fatto il giro della rete o delle chat whatsapp, manco fossero trofei da esibire. E sui media tradizionali, poi, fioriscono i dibattiti, si improvvisano tribunali, si chiede la gogna per l’alunno, o per la famiglia che si ribella all’autorevolezza dell’insegnante, o per l’insegnante stesso, a volte perché inerme, a volte perché autoritario.

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Clima da fine ‘800

Alex Villarboito è responsabile della sicurezza per i lavoratori nella Sacal Alluminio di Carisio, nel vercellese.
Qualche giorno fa ha denunciato le scarse misure di sicurezza, a seguito di un incidente e l’azienda per tutta risposta lo licenzia.

Non è più nemmeno possibile chiedere sicurezza per sé e per i propri colleghi?
I lavoratori sono sottoposti a un clima da fine ‘800 in cui sei obbligato a rispondere al padrone del vapore oppure ridotto al silenzio.
Adesso l’azienda dovrà rispondere della mia interrogazione al governo.
Ad Alex la nostra vicinanza e la disponibilità per qualunque iniziativa, anche legale. Noi ci siamo.

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Docenti diplomati magistrali in sciopero della fame. Serve soluzione, subito un testo decreto

Dopo mesi e mesi di proteste e di promesse da tutte le parti, dopo la surreale vicenda che li ha investiti dalla sentenza del Consiglio di Stato del dicembre scorso, ora i docenti diplomati magistrali sono costretti a fare lo sciopero della fame per ricordare al mondo della politica che non è ancora stata trovata una soluzione.

Sono migliaia i docenti a rischio di licenziamento migliaia di persone che garantiscono da anni la scuola a decine di migliaia di bambini, una continuità didattica che rischia di non proseguire il prossimo anno. Serve una soluzione, al più presto.

Da settimane gli esponenti di Liberi e Uguali avanzano una proposta, che rinnovo anche io oggi: le forze politiche concordino insieme al governo il testo di un decreto per confermare i docenti coinvolti. Serve solo la volontà di affrontare e risolvere questa emergenza.

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Abbiamo Forza!

Ci sono giornate in cui senti davvero che la politica può generare energie straordinarie. Oggi è una di queste: abbiamo presentato i 22 progetti di solidarietà sociale e mutualismo finanziati attraverso il bando Forza! con i versamenti dei parlamentari di Sinistra Italiana. Anche grazie a noi, ai 100.000 euro di finanziamenti che abbiamo assegnato, in provincia di Teramo, in una zona colpita dal terremoto, nascerà il primo campeggio ecosostenibile della Regione Abruzzo. È una bella iniziativa, che sviluppa l’idea di un turismo eco-sostenibile e creerà posti di lavoro in una zona difficile. E ancora, alla periferia di Roma, finanziamo Nonna Roma, un banco di mutuo soccorso e un’osteria che assistono centinaia di famiglie indigenti, danno vita ad una socialità diversa e producono occasioni di impiego per persone in difficoltà lavorativa. Ce ne sono altri 20, un po’ in tutta Italia. E oggi quando li ho incontrati ho sentito che avevamo riunito nella stessa stanza molti giovani e molte persone con idee importanti da mettere in campo.
Dobbiamo e vogliamo andare avanti, anche perché purtroppo non siamo riusciti a finanziare molti altri progetti di valore che pure ci erano stati inviati da associazioni e gruppi che voglio ringraziare di cuore.
Andare avanti quindi per noi è importante, troveremo il modo con creatività e impegno per reperire le risorse che servono. Nel frattempo tutti voi potete contribuire in un modo che non vi costa nulla, ma che vale tanto: donando con la dichiarazione dei redditi il vostro 2×1000 a Sinistra Italiana. Basta scrivere il codice T44.
Insistiamo. Costruiamo. Innoviamo. Non possiamo fermarci: c’è un mondo intero da cambiare.

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Si fermino le bombe

Stanotte Trump, Macron, May hanno unilateralmente bombardato la Siria.
La logica e le modalità sono le stesse che abbiamo visto all’opera in diversi teatri di guerra negli scorsi anni: le presunte prove sulla presenza e l’utilizzo di armi chimiche.
Continua la lunga sequela di errori drammatici nella gestione della politica internazionale da parte della NATO.
Colpisce l’assenza dell’ONU e prosegue la disarticolazione dei paesi europei nei rapporti politici, che condannano l’Europa all’inesistenza.
Si fermino le bombe.

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Aiuto, è scomparsa la politica. E con essa la vita delle persone

Le ha fatto posto un penoso teatrino di voltafaccia e giravolte, che non affronta mai il merito delle questioni. Anzi, come nel peggiore stile del gattopardismo all’italiana, la sensazione più forte che lascia questa settimana di consultazioni per la formazione del governo, è che tutto è cambiato proprio per non cambiare nulla.

Il Partito Democratico continua a non voler scoprire le carte e, nonostante le dimissioni di Renzi dalla guida del partito, prosegue in una assurda chiusura preventiva a ogni tipo di confronto sul merito delle questioni, come se in discussione non ci fossero i problemi dei cittadini italiani, ma il consolidamento (o il cambiamento) di assetti di potere che parlano esclusivamente al ristretto giro della politica di palazzo. Non una proposta, non un punto serio su cui dibattere per la formazione del nuovo governo. Solo continuità con una stagione che dovrebbe essere sepolta.

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Ipocrisia di Stato

La decisione del governo Gentiloni di difendere il reato di “aiuto al suicidio”, contro Marco Cappato che aveva accompagnato DJ Fabo in Svizzera, è un atto ipocrita, soprattutto alla luce dell’introduzione della legge sul fine vita.
Il segno, purtroppo, è quello della doppia morale tipica di una certa politica di questo paese.
Avrebbero dovuto rispettare la volontà di Fabo e invece incrociano una battaglia legale contro Cappato, che ha tanto il sapore della battaglia sulla pelle di chi non c’è più, come Fabo, e della sua volontà di una fine dignitosa.

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Porto di Livorno. La guerra nel mondo del lavoro

Due operai morti al porto di Livorno e feriti gravi, per effetto dell’esplosione di una cisterna.
Prosegue con numeri incredibili una vera e propria guerra nel mondo del lavoro in Italia, che continua a vedere morti e infortuni in aumento. Solo lo scorso anno oltre 1.400, ma questa guerra non è stata materia di campagna elettorale, eppure ha a che fare con le scelte scellerate della politica.

Non conosciamo ancora le cause certe del disastro e mi auguro che si accertino quanto prima le responsabilità, ma c’è un punto che riguarda non solo la sicurezza dei lavoratori, ma anche la sicurezza di una intera area della città di Livorno: il porto è pieno di cisterne, in una zona in cui ci sono altre attività, in cui vicino c’è una raffineria e che è zona di passaggio persino per semplici cittadini.

Sarebbe il caso di iniziare a lavorare per una delocalizzazione degli impianti e per una maggiore sicurezza. L’esplosione di oggi è un brutto segnale che va colto.
Alle famiglie dei lavoratori, alla città di Livorno, l’abbraccio di tutta la nostra comunità.