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Riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Adesso è il momento del coraggio

Il tema della riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario diventa finalmente centrale nella discussione su come riorganizzare il sistema produttivo italiano, nella convivenza forzata con il Covid19. La proposta, infatti, non arriva dal solito Fratoianni, ma dalla Task Force innovazione, che sta lavorando per il Ministero del Lavoro nell’individuare le modalità più sicure e migliori con le quali far ripartire il sistema economico e produttivo italiano.

L’idea è molto semplice e merita attenta valutazione: la difficoltà di organizzare la produzione con un elevato livello di prossimità fra lavoratori, condizione cui per decenni siamo stati abituati, richiede un di più di cautela e uno sforzo di riorganizzazione delle forme, per poter tenere nella massima sicurezza i lavoratori impegnati nei processi produttivi. Anche la scarsa reperibilità di dispositivi di protezione individuale, come anche il difficile utilizzo dei dispositivi in alcuni particolari contesti produttivi, suggerisce soluzioni diverse e innovative.

Per questo, la Task Force ha proposto al governo di ridurre l’orario di lavoro, con turnazioni, mantenendo gli stessi salari previsti dai contratti. Si nota, dalle raccomandazioni della task force, come persino sul piano economico sarebbe meno oneroso e più conveniente per le casse dello Stato, intervenire sul salario dei lavoratori, aiutando le imprese a ridurre l’orario e impostare le turnazioni, piuttosto che continuare a intervenire con settimane di cassa integrazione, che dovrebbero inevitabilmente essere prolungate.

Non solo per ragioni che hanno a che fare con il calo della domanda e degli ordinativi, ma anche proprio per rispettare le misure di distanziamento sociale e di sicurezza all’interno dei luoghi di lavoro.

Mi auguro che la proposta della task force abbia la dignità che merita. Che venga valutata, discussa, approfondita con le organizzazioni sociali e con le forze politiche. Avevo già depositato una proposta di riduzione di orario di lavoro, a parità di salario, circa un anno fa. È ancora disponibile in Parlamento. La metto a disposizione della discussione e del governo, per arrivare all’obiettivo nel più breve tempo possibile.

C’è bisogno di pensare e costruire un mondo nuovo, soprattutto in questa drammatica fase di convivenza con il virus. E partire dalle modalità con cui è organizzato il lavoro nel nostro Paese, mi pare il giusto approccio. Anche perché, le dinamiche produttive investono in primo luogo direttamente anche l’organizzazione dei tempi di vita e di relazione, e quindi di fatto le difficoltà che molte famiglie stanno riscontrando nella gestione dei figli e degli affetti.

E in secondo luogo, una riduzione dell’orario di lavoro avrebbe effetti positivi sul decongestionamento dei mezzi di trasporto pubblici, che sono uno dei principali nodi da affrontare nella battaglia al virus, per contenere il contagio. È il momento di confrontarci e di costruire il mondo nuovo di cui abbiamo bisogno.

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