interviste

Migranti? Alcune battaglie si combattono anche se non portano voti

Una mia intervista al sito Mar dei Sargassi

Parlamentare di LeU, Nicola Fratoianni è uno dei politici che nelle scorse settimane è salito sulla Sea-Watch 3, la nave dell’ONG alla quale è stato impedito di attraccare per ben 18 giorni. Recentemente, è stato autore di un duro attacco nei confronti del Ministro Salvini durante una seduta in Parlamento che ha portato alla bagarre in aula tra esponenti di maggioranza ed esponenti di minoranza. Già Segretario di Sinistra Italiana, si è dimesso dopo la sconfitta alle ultime Elezioni Europee alle quali si è presentato con la lista La Sinistra che ha raggiunto l’1.74% dei voti, non superando la soglia di sbarramento.

Mettiamo un attimo da parte le polemiche di questi giorni e pensiamo ai veri protagonisti della vicenda Sea-Watch 3, i migranti. Ha potuto, per quello che le condizioni permettevano, confrontarsi con loro per capire come stessero, cosa pensassero di questa storia e se prima di partire immaginassero a cosa sarebbero andati incontro?

«Prima di partire immaginavano solo di scappare dall’inferno libico dopo dei viaggi più che allucinanti. Sicuramente non immaginavano un ulteriore calvario al quale sono stati sottoposti per 18 giorni dalle autorità italiane, mentre la cosa normale era quella di farli sbarcare per poi trattare con l’Europa per una ricollocazione. Queste persone non capivano perché venissero trattate in questo modo, dato che l’unica loro “colpa” era quella di essere state salvate da un naufragio o dal rischio, anche peggiore, di essere catturate dalle motovedette che noi (il governo, ndr) abbiamo gentilmente regalato ai libici».

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