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Mi dimetto da segretario di SI. Serve discussione e riflessione seria ed ampia. Ma non è il tempo di tornare a casa o di lasciare l’impegno

Ho rassegnato le dimissioni da segretario nazionale di Sinistra Italiana.  La campagna elettorale delle elezioni europee de La Sinistra ha prodotto un contributo di idee interessante e profondo. Ha avuto il merito di porre con forza alcuni temi su scala europea: la ridistribuzione della ricchezza, la lotta per l’uguaglianza, i diritti.  Dalla campagna elettorale è emersa anche con forza, dal basso, a volte il dispiacere, a volte il fastidio per la frammentazione delle proposte di Sinistra. E questo è un tema vero. Entro la pausa estiva verrà convocata l’assemblea nazionale del partito per avviare la fase congressuale. A Claudio Grassi, presidente di SI, il compito di istruire questo percorso.

È una frammentazione a volte davvero inspiegabile e prima delle elezioni europee abbiamo provato con ogni sforzo ad aggregare una proposta unitaria che si riconoscesse nella cultura della sinistra ed ecologista europea.  Rimane lì il tema, sul campo.  E io voglio continuare a dare sul campo il mio contributo per la riunificazione delle proposte, che abbiano connotati di chiarezza, radicalità e credibilità. E il mio primo contributo è rassegnare le dimissioni da segretario del partito. Spero che sia utile a stimolare una riflessione collettiva, seria, senza sconti, che non pensi di trovare scorciatoie di nessun tipo.

Non è tempo di tornare a casa. Non è tempo di lasciare l’impegno. Non è tempo di rinchiudersi.  Io ci sono, con determinazione e forza.  Nei dibattiti, nelle lotte, nei presidi. Nulla è immutabile. Bisogna avere spirito, costanza e determinazione. Qualità che ho trovato nei compagni e nelle compagne che in questi mesi hanno lavorato e ci hanno aiutato. Andiamo avanti.

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