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No alla Certosa di Bannon. Il governo ha confermato le incongruenze. Ora revoca delle concessioni

Ricordate il caso della Certosa di Trisulti affidata a una fondazione vicina a Steve Bannon, ideologo di Trump?
Bene, oggi ho portato il caso in Parlamento, spiegando come sui criteri dell’assegnazione ci siano molte, troppe opacità che vanno verificate, e come sia del tutto inaccettabile che in uno dei più importanti beni pubblici di questo paese, un gruppo di politici di estrema destra insieme a fondamentalisti cattolici, decidano di aprire una scuola internazionale per formare nuovi esponenti dell’estrema destra mondiale.
Mi sarei aspettato parole più nette dal governo nella risposta, ma il senso finale è che anche il governo ammette le incongruenze. Abbiamo avuto ragione.
Adesso bisogna fermare l’assegnazione di un bene pubblico a chi ne vuole fare un uso distorto e incompatibile con i nostri valori.

C’è una questione globale, e c’è di mezzo il nemico principale dei nostri valori, un fronte globale della nuova destra e dell’integralismo cattolico, attorno al quale si muovono molte risorse di provenienza dubbia. Siamo in un paese incapace di valorizzare il proprio enorme patrimonio culturale. L’idea che dei beni di altissimo valore vengano appaltati a privati è inaccettabile. Inoltre, siamo di fronte a un bando che è stato scritto male probabilmente per sciatteria, ed è ambiguo. Nonostante ciò anche così prevede requisiti che la DHI non è in grado di rispettare. Continueremo a vigilare affinchè questo avvenga nel minor tempo possibile. Intanto il 16 marzo tutti alla marcia nazionale per chiedere la revoca della concessione a DHI.

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