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Le Ong sono diventate l’ossessione di Salvini

(da bordo di Nave mare Jonio)

Non passa giorno che il ministro dell’Interno Salvini parli di Ong. Il suo ritornello, rivela che la sua è una vera e propria ossessione. E in effetti, in questi giorni, qualche ragione per essere ossessionato il ministro ce l’ha davvero.

Da una settimana nel Mare Mediterraneo è in corso la prima missione europea di monitoraggio, denuncia, ricerca e se necessario soccorso. Si chiama United4Med e riunisce Open Arms, Sea Watch e Mediterranea: spagnoli, italiani e tedeschi uniti.

Insieme in mare, là dove serve. Là dove la distinzione è tra chi fa di tutto per salvare le vite in pericolo e chi opera per dare morte, per respingere, per procrastinare sofferenza e disperazione nella carne viva di chi fugge in cerca di un futuro migliore.

È l’idea di una Europa diversa che è possibile, che dal basso costruisce un’alternativa concreta a chi, girandosi dall’altra parte, sta quotidianamente trasformando il Mediterraneo nel più grande cimitero a cielo aperto del mondo.

In fondo non è nulla di nuovo. È quello che da sempre fa la gente di mare, come ci hanno raccontato in questi giorni i pescatori di Zarzis, porto della Tunisia dove ci troviamo. Lavoratori ed attivisti. Persone normali, che con il sorriso ti spiegano che chi in mare è in difficoltà si salva. E che questo viene prima di ogni altra considerazione.

Ed è per questo che qui, in mare, il cinismo di Salvini arrivano come una voce fioca.

In fondo, magari molto in fondo, deve essere ben triste la vita di chi non riesce a sentire nel più profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo.

E qui, in questa frontiera invisibile ma concretissima che è diventato questo tratto di Mare Mediterraneo di ingiustizie ce ne sono molte e terribili. Per questo voglio dare un consiglio a Matteo Salvini: si metta l’animo in pace. Noi e come noi molti e molte altre continueremo a fare quello che facciamo. A stare dalla parte dell’umanità. Contro la barbarie e la violenza. Qui, con loro.

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