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Non mi scandalizzo per il deficit, ma per come viene utilizzato

Il problema non è utilizzare il deficit in sé. Anzi, come diciamo ormai da tempo, dopo anni di terribile austerity, è anche il caso di iniziare ad abbattere alcuni totem che persino Prodi aveva definito stupidi. E chi oggi, in nome del mantra dei mercati, spera nell’assalto all’Italia e al suo debito, per attaccare il governo, commette l’ennesimo errore politico.

Il punto è cosa ci fai con quel deficit.

Se lo si utilizza interamente per la spesa corrente, come pensano di fare, e quindi per Flat tax, reddito (nella forma un po’ bislacca dei 5 stelle), e così via, il risultato non può che essere negativo. Anche di fronte a scelte come quelle sulle pensioni e sul reddito che vanno invece nella giusta direzione.

Servirebbe piuttosto un robusto piano di investimenti pubblici di cui, però, non si vede traccia. E servirebbe, soprattutto, il coraggio di aggredire l’enorme diseguaglianza che si è accumulata sulle spalle del lavoro e della parte produttiva del Paese. Una gigantesca quantità di ricchezza trasferita alla rendita e alla speculazione. Insomma, una patrimoniale con cui finanziare la redistribuzione verso il basso necessaria a chi, dopo anni di crisi, ha bisogno di risposte immediate e urgenti.

Nel frattempo, rimane in campo l’ingiustizia sociale di questa Italia.

C’è chi non paga un centesimo di tasse, pur avendo enormi capitali a disposizione e da anni si arricchisce sulla pelle di lavoratori, pensionati e disoccupati.

Ricordo inoltre che in Italia si evadono 110 miliardi l’anno (più o meno 3 manovre finanziarie), che spendiamo 70 milioni di euro al giorno per spese militari, che ci sono grandi patrimoni accumulati nelle mani del 1% della popolazione italiana, concessioni statali a prezzi di saldo, grandi opere inutili.

Infine, c’è un punto che andrebbe chiarito: nel Programma nazionale delle riforme che accompagna il DEF, si parla di un taglio di 5 miliardi a sanità, welfare, scuola, servizi.

Si finanzia la flat tax con i soldi tolti al welfare?

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