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Eccoli, i campioni dell’aiutiamoli a casa loro

Aiutiamoli a casa loro! Quante volte lo avete sentito dire in questo paese in cui la politica è malata di uso compulsivo della menzogna? Bene. Dovete sapere la verità, ovvero che funziona così: a casa loro in Africa c’è il petrolio e le risorse minerarie che servono a noi. Così mandiamo Eni e varie altre imprese italiane a fare affari sulle altrui ricchezze. Capita ovviamente che si litighi con altri paesi occidentali, che hanno gli stessi interessi strategici. Così, ogni tanto ci scappa qualche guerra commerciale e diplomatica e, cosa ancora più orribile, ci scappa anche qualche guerra fatta di bombardamenti, morti, feriti e distruzioni di ogni tipo.

Naturalmente l’instabilità dei paesi africani fa comodo all’occidente: più sono instabili più è facile conquistare pozzi e miniere, senza pagare il prezzo e le tasse che sarebbero dovute. L’unica controindicazione sono le tangenti, quelle che spesso e volentieri anche le imprese italiane pagano nel continente dimenticato, foraggiando i corrotti e finanziando regimi infami.

Peccato che tutti facciano finta di non sapere che l’instabilità politica, la guerra, il colonialismo economico, la fame e lo sfruttamento spingano le persone ad emigrare esattamente lungo le rotte che percorrono le ricchezze dei paesi in cui vivono. Seguite il viaggio, follow the money, non solo per il petrolio e l’oro, ma sopratutto per minerali come uranio, coltano, niobium, tantalum e casserite – per intenderci quelli che sono nei nostri dispositivi elettronici e nei missili – e seguirete anche quelle rotte dei migranti che si infrangono sui nostri scogli, contro i nostri porti chiusi, contro il razzismo dei leoni da tastiera che digitano sullo smartphone prodotto usando i minerali africani.

Eccoli, i campioni dell’aiutiamoli a casa loro. Vogliono le ricchezze ma non vogliono i poveri che creano e hanno creato accaparrandosele per secoli. Eccoli, li vedete ogni giorno, il premier Conte che stringe la mano a Trump invocando il controllo italiano sulla Libia, la ministra Trenta che alza i toni con la Francia per difendere i nostri pozzi, Salvini che corre a promettere autostrade che non si faranno mai in cambio della costruzione di lager per migranti.
Eccoli, poche settimane e sono già parte del grande gioco del cinismo e degli affari. Non vi fanno un po’ schifo? A me si.

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