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Coraggio da LeU. Noi ci siamo ma servono prospettive, idee e punti di vista chiari

Quando arrivano sollecitazioni come è la petizione Coraggio da LEU, è un obbligo rispondere per chi ha qualche responsabilità nella costruzione di un percorso.
Concordo con le argomentazioni proposte nel documento. Segnano la necessità di una discontinuità rispetto al passato più o meno recente, non più rinviabile.
La petizione chiede coraggio. Coraggio nelle scelte, innanzitutto, che non possono non tenere conto delle ragioni per le quali si è arrivati alla condizione attuale.
Va detto con altrettanto coraggio e altrettanta chiarezza che LEU era nata con le migliori intenzioni, ma si è scontrata subito con un‘impostazione sbagliata, ancora al passato.
Anche qualche mese fa era il tempo del coraggio: si sarebbe dovuto scompaginare il quadro, assumere un piglio più deciso non solo nella comunicazione politica, ma nei temi e nelle proposte.
E ancora oggi è il tempo del coraggio, sapendo che non esistono scorciatoie, pur di fronte a un governo che oscilla fra un’ossequiosa benevolenza nei confronti dei ceti economici benestanti e la furia cieca verso gli emarginati. I nodi verranno presto al pettine.
E invece, ancora oggi scontiamo difficoltà, perché ci sono differenti punti di vista su ciò che sta accadendo nel nostro paese e in Europa e su ciò che c’è da fare.
Basti pensare a quello che stava per accadere poco prima della formazione del nuovo governo giallo-verde: ci saremmo divisi sul voto di fiducia a Cottarelli e ci saremmo divisi poi fra chi voleva riproporre un’alleanza con il Partito Democratico, come se nulla fosse accaduto (o come se tutto fosse magicamente e d’improvviso cambiato) e chi, come me e altri, pensa che ci sia maledettamente bisogno di costruire un’identità, con un’alternativa forte, e che crede che il problema da affrontare stia sempre nel merito delle questioni e non nei presunti album di famiglia, con le foto ormai sbiadite.
Non ci si salva con operazioni politiciste.
Penso che in molti territori ciò che serve ci sia già: si governa o si fa opposizione, ma con prospettive, idee e punti di vista chiari. E un partito lo si fa su idee, visione del mondo e prospettive chiare, non per offrire scialuppe di salvataggio improbabili.
Per cui discutiamo. Se la base della discussione è questa, ci sono.
È ora però, che tutti dicano con chiarezza e con coraggio, appunto, quel che pensano e cosa intendono fare.

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