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Porto di Livorno. La guerra nel mondo del lavoro

Due operai morti al porto di Livorno e feriti gravi, per effetto dell’esplosione di una cisterna.
Prosegue con numeri incredibili una vera e propria guerra nel mondo del lavoro in Italia, che continua a vedere morti e infortuni in aumento. Solo lo scorso anno oltre 1.400, ma questa guerra non è stata materia di campagna elettorale, eppure ha a che fare con le scelte scellerate della politica.

Non conosciamo ancora le cause certe del disastro e mi auguro che si accertino quanto prima le responsabilità, ma c’è un punto che riguarda non solo la sicurezza dei lavoratori, ma anche la sicurezza di una intera area della città di Livorno: il porto è pieno di cisterne, in una zona in cui ci sono altre attività, in cui vicino c’è una raffineria e che è zona di passaggio persino per semplici cittadini.

Sarebbe il caso di iniziare a lavorare per una delocalizzazione degli impianti e per una maggiore sicurezza. L’esplosione di oggi è un brutto segnale che va colto.
Alle famiglie dei lavoratori, alla città di Livorno, l’abbraccio di tutta la nostra comunità.

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